Bivacco Valentino Belloni

Bivacco Valentino Belloni alla Loccia dei Camosci (2490 m)

È situato a 2490 m sulla Loccia dei Camosci, alla base del crestone Est del Grand Fillar in una zona oltremodo isolata e selvaggia dominante il ghiacciaio del Belvedere.
Serve come punto di appoggio per le numerose salite al Piccolo e Grand Fillar, alla Cima Brioschi, allo Jagerhorn e alla Torre di Castelfranco.
È un bivacco a semibotte, dotato di 9 posti letto.

Itinerario di accesso

Dal Belvedere (1914 m.). ore 2.10. Percorso segnato ma che prevede l'attraversamento del ghiacciaio del Belvedere ricoperto da pietrame e con qualche crepaccio visibile. Da Pecetto di Macugnaga, si sale a piedi o in seggiovia al Belvedere. Dal piazzale di arrivo si prende a destra il sentiero che scavalca la morena del ghiacciaio del Belvedere. Si attraversa quasi in piano seguendo le paline di segnalazione e vari ometti di sassi. Quando la morena si interrompe, si sale per sentiero ad un bivio dove si prende la traccia di sinistra che conduce ai ruderi dell'Alpe Fillar (1974 m). Lasciato a destra il sentiero per il rifugio E. Sella si sale per erba e pietrame verso il risalto roccioso alla base del crestone del Gran Fillar. Il sentierino sale poi in un ripido canale e al suo colmo, deviando a destra raggiunge il bivacco nei pressi di un caratteristico dente.

Note storiche

Il Bivacco Belloni venne inaugurato il 15 luglio del 1950 e dedicato al socio Valentino Belloni, caduto nella Seconda Guerra Mondiale. Il bivacco fa parte di un lotto di quattro che nel 1944 un direttivo tra soci e consiglieri decise di acquistare proponendosi di installarli non appena le contingenze belliche l’avessero permesso. I bivacchi vennero costruiti dalla Falegnameria Pernetta su progetto dell'lng. Apollonio di Trento. Due bivacchi vennero donati dall'allora Presidente Porrini, il terzo venne offerto in memoria del padre dal socio Marco Bossi ed il quarto dai fratelli Marelli. Uno di questi bivacchi venne nel 1950 venduto alla Sezione di Monza. e nel 1952 un altro alla Sezione di Desio che lo installò in Valpelline nei pressi del Mont Gelè denominandolo Bivacco Regondi. Con l'introito della vendita, si reperirono i fondi per le spese di trasporto e di installazione del Bivacco Belloni. I lavori furono affidati alla guida Giuseppe Oberto di Macugnaga che li eseguì molto velocemente così che il 15 Luglio 1950 il bivacco poté essere inaugurato.

Bibliografia

G. Buscaini, Monte Rosa, CAI, TCI, 1991.
P. C. Lenz, G. Frangioni, Monte Rosa Valle Anzasca, Grossi, 1990



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