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Giro in Verdon25-4-2006 di Manuela e Gianfranco
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Ponte del 25 aprile ’06, tempo stabile; voglia di vedere nuove pareti d’arrampicata Gianfranco ed io organizziamo così un viaggio in auto verso il Verdon in compagnia di Amedeo e Franca che ci seguono in moto.
Ci si rende subito conto della lunghezza del viaggio,circa 500 km, per cui consigliamo di avere a disposizione almeno 3-4 giorni per potersi godere la vacanza. Noi non abbiamo fatto prenotazioni perché abbiamo pensato di non avere difficoltà in questo periodo ed infatti una volta arrivati sul posto subito abbiamo trovato un buon alloggio conduzione familiare.
Dopo aver sistemato le nostre cose siamo così andati a vedere le famose pareti che si sviluppano sotto la route de les cretes , la carreggiabile in maggior parte a senso unico che scorre sulla sommità delle Gorges. Durante il nostro giro incontriamo alcune cordate che si stanno preparando alla discesa in corda doppia nel canyon: e’ strano per noi iniziare ad arrampicare in questo modo! Queste partenze “a freddo” devono essere sostenute dalla consapevolezza delle difficoltà che si incontreranno nella risalita, legate sia alla meteo, sia all’impegno richiesto dall’itinerario prescelto.
Entusiasmante lo spettacolo che si apre sotto di noi: infinite pareti di calcare compatto e in fondo l’ acqua verde smeraldo del fiume... Gianfranco fa notare quanto siano belle le due aquile che volano nel canyon: che strano trovare due aquile proprio quì.
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Continuiamo il nostro giro e ad ogni tornante ci fermiamo per vedere in nuova prospettiva le pareti sotto di noi, in alcuni punti c’è un dislivello di 700 m dalla strada al fiume. Dall’auto notiamo però che è possibile arrampicare anche su falesie con partenza da sentiero senza dover buttare giù le doppie nel vuoto e ci sentiamo più tranquilli.
Al termine, giro dovuto a La Palud sur Verdon che è il punto d’appoggio per le escursioni e le scalate nella zona: un paesino caratteristico.Torniamo alla gite d’etape nella quale troviamo molti italiani che come noi hanno approfittato del ponte.
Il giorno dopo iniziamo con la perlustrazione del canyon e decidiamo di fare il famoso sentiero Martel. Andiamo con l’auto al rifugio Malines del CAF e chiediamo al gestore informazioni su come sia meglio muoversi: ci consiglia di partire da Point Sublime perché seguendo il corso naturale del fiume si ha una visuale migliore del canyon e anche il sole durante il percorso rimane alle spalle. Prendiamo davanti al rifugio il pullman che ci porterà fino a Point Sublime: qui inizia l’itinerario indicatoci; scendiamo e ci portiamo nelle gorges. Utile sarebbe portarsi la pila perché si attraversano lunghe gallerie buie: purtroppo noi non l’abbiamo e cosi nonostante ci sia un gruppo di ragazzi davanti a noi meglio equipaggiati ogni tanto finiamo con i piedi nelle pozzanghere gelate. Il sentiero ci porta in un ambiente selvaggio ricco di colori e gli ampi spazi ci permettono di goderne la tranquillità nonostante sia piuttosto frequentato.
Camminiamo paralleli al fiume verde per circa 12 km, e risaliamo alla fine a Malines dove vediamo alcune cordate che scalano nei pressi del rifugio: pensiamo possa essere un ‘idea per domani. Tappa dovuta per due belle fettone di tartre du maison (torta casalinga buonissima). Ci ricarichiamo e andiamo a fare qualche tiro in una falesia li vicino. L’ indomani decidiamo di scalare nel settore di Malines. La relazione in francese con i disegni fatti a mano non ci sono di grande aiuto: infatti ci accorgiamo subito che siamo su una via completamente diversa da quella molto più facile che avevamo scelto. Gia le doppie iniziali ci portano in un ambiente severo da cui bisogna per forza salire. Noi siamo finiti su una bella via che si chiama la lune aux oiseaux ben attrezzata ma con passi obbligati. Nel primo tiro abbiamo attaccato la via babouchemolle, quinto+ in camino poi ci siamo portati sulla lune aux oiseaux. Secondo tiro 6b di placca su rigole di calcare eccezionale,poi altri tiri sul 6a+ 6b vario sia di placca che di strapiombo con buchetti. E così tiro dopo tiro insulto dopo insulto si risale e si torna con grande soddisfazione al rifugio pronti per un’altra enorme fetta di torta di mele.
Nota di Emanuela: se il vostro socio salta le calate delle doppie per fare prima, cercate in fretta una parrucchiera per una tinta rapida dei capelli. A. proposito abbiamo scoperto che le aquile viste alla prima giornata erano invece dei grossi avvoltoi chiamati in francese vautour fauve. Non e bello camminare o scalare con un avvoltoio che ti vola sopra o che magari vorrebbe essere il tuo secondo di cordata……
Vi consigliamo questa gita che offre molti itinerari per camminate ed arrampicate di varia difficoltà dal quarto grado in su.
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