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Pian Vada’ alle pendici del Monte Zeda (VB)
Lunghezza: 35 Km (65% in discesa)
Dislivello: salita 750 m / discesa 1600 m
Quota Max: 1814 m (Pian Vadà)
Tempo di percorrenza: 4h - 4.1/2 h
Cartografia: Kompass n° 90 Lago Maggiore / Lago di Varese
Difficoltà: BC/BC
Località di partenza in MB: Piancavallo (VB)
Ritrovo: ore 08.30 a Verbania – Intra presso piazzale imbarcadero
Avvicinamento: da Verbania a Piancavallo con auto o mezzi pubblici (da confermare); confluenza a Verbania da Varese / Luino con traghetto da Laveno + treno.
Itinerario caratterizzato da una salita non lunga ma piuttosto impegnativa su strada militare (a tratti non pedalabile) della linea Cadorna fino alle pendici del Monte Zeda e da una discesa veramente entusiasmante che, rappresentando l’elemento caratterizzante dell’escursione, fornirà al biker grandi soddisfazioni sia per la variabilità del percorso (sterrate, single track a tratti anche molto impegnativi, tratturi in ambiente forestale, mulattiere di collegamento dei paesini a mezza costa sul lago Maggiore) sia per la superba vista fino all’estremità meridionale del lago.
Itinerario: partendo a pedalare su asfalto nei pressi dell’Ospedale Auxologico di Piancavallo, ci si dirige in salita e poi in discesa verso la località il Colle (acqua) dove si abbandona la strada principale che scende a Cannero. Si prende quindi a sx su sterrato dapprima comodo ed in discesa per poi arrivare fino ad un evidente bivio dove si deve girare a dx in direzione del rifugio Alpe Archia. Giunti a questo posto tappa (punto di ristoro) si prosegue sulla sx sempre su sterrata fino a giungere alla sella prativa (fontana) del Passo Folungo (1369 m).
Inizia qui il tratto più impegnativo: si prosegue su ripida strada ex militare dal fondo malandato, a tratti non pedalabile, superando alcuni tornanti. Giunti nei pressi di alcuni ruderi la strada lascia il posto ad un sentiero pedalabile su un tratto di falsopiano (Pian Vadà). Si prosegue fino ai resti della casermetta ex posto di guardia posta alle pendici del Monte Zeda (1829 m).
Si ritorna al Passo Folungo per lo stesso itinerario della salita. Di qui si prosegue mantenendo la dx, senza ritornare all’Alpe Archia, fino a località il Colle. Inizia ora il tratto più remunerativo e divertente dell’escursione. Si attraversa la strada asfaltata seguendo subito il segnavia bianco-rosso n° 1 in direzione Monte Morissolo (in discesa e poi subito sulla dx in salita), tralasciando altre indicazioni. Si percorre quindi un traverso in falso piano fino ad arrivare alle fortificazioni del monte Morissolo poste a dominare il lago. Da qui si prosegue verso Sud su sterrata panoramica (senza parapetti) fino a pervenire all’Ospedale Auxologico.
Da qui si prosegue per un breve tratto su asfalto in discesa fino ad un evidente piazzale sterrato dove bisogna girare a sx su sterrata (segnavia n° 1 in direzione Manegra). Si scende alquanto fino a pervenire presso un alpeggio; in prossimità di un tornante, prima dell’alpeggio, bisogna deviare a dx (segnavia bianco-rosso) tralasciando altre indicazioni sulla sx. Percorso un breve tratto sterrato si perviene presso un ripidissima discesa su prato, terminata la quale si piega a dx penetrando in un fitto bosco. Il sentiero diventa a partire da qui un single track impegnativo tale da esaltare le migliori doti trialistiche. Mantenendosi sempre su tale traccia si perviene all’abitato di Manegra, posto sulla strada asfaltata proveniente da Verbania. Attraversato il villaggio per stradini tra le baite, occorre proseguire per un breve tratto in discesa su asfalto fino alla località Luera (ponticello). Qui si abbandona l’asfalto prendendo a sx la sterrata in salita (segnavia n° 1 per Pollino). Dopo un breve tratto ripido si incontra un bivio dove bisogna prestare attenzione: occorre tralasciare di proseguire sulla sterrata più larga sulla dx superando a spinta un brevissimo tratto scosceso sulla sx per portarsi su un single track. Percorrendo questo sentiero, dapprima in salita (radici), poi nettamente in discesa, con tratti anche piuttosto impegnativi, si perviene all’abitato di Pollino (posto tappa, bar).
Da qui, evitando di proseguire sulla strada asfaltata principale che porta a Premeno, occorre deviare subito a sx per un breve tratto asfaltato, che subito dopo diventa sterrato in discesa.
Si attraversa in questo modo la Riserva Naturale Speciale della SS. Trinità di Griffa mediante una veloce sterrata, tralasciando ogni deviazione secondaria.
La sterrata termina presso la frazione di Caronio da cui necessariamente occorre prendere a sx su asfalto in discesa che in breve conduce a Carciago. Da qui, anziché proseguire su asfalto verso Verbania, è più divertente imboccare l’antica mulattiera a gradini (mai troppo alti e con passo largo) che attraversa i borghi soprastanti Verbania fino a scendere definitivamente in città in prossimità del ponte sul torrente San Giovanni. Si prosegue di qui al lungolago.
A cura di Umberto ZECCHINATI
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