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MTB - MONTE FALO’ (m 1080 s.l.m.)
Lunghezza: 40 Km
Dislivello: 1200 m
Quota Max: 1100 m s.l.m.
Tempo di percorrenza: 4 h e 1/2 - 5 h
Cartografia: Kompass n° 97 Omegna – Varallo - Lago d’Orta
Difficoltà: BC/MC
Località di partenza in MB: Stresa (VB), m 200 s.l.m.
Ritrovo: a Gallarate ore 07.15, parcheggio uscita autostrada da Milano (via Vittorio Veneto);
Itinerario di cross country classico di veramente ampio respiro, caratterizzato da salite impegnative, interessanti tratti panoramici sul lago Maggiore e discese prevalentemente veloci e solo a tratti tecniche. Esso si sviluppa a partire dal lago salendo verso il Mottarone interessando il comprensorio montuoso del monte Faló e dell’Alto Vergante.
Itinerario: lasciate le macchine al parcheggio della funivia del Mottarone, ci si avvia in salita incrociando la SS n° 33 del Sempione (semaforo). Si prosegue dritti in salita su asfalto per via Volta (da notare sin da subito il segnavia giallo L1 che ci accompagnerà per tutta la salita). Il segnavia L1 consente di non percorrere la strada provinciale asfaltata che sale da Stresa a Levo ma di tagliarla, dapprima per viottoli asfaltati poi per mulattiere acciottolate, nettamente a mezza costa guadagnando dislivello in pochi chilometri, ma a caro prezzo in termini di pendenza da vincere.
Oltrepassata la frazione di Carciano si giunge sempre seguendo il segnavia L1 alla frazione di Someraro. Nei pressi di una chiesa si segue sempre L1 per Levo imboccando un viottolo a dx in salita avendo cura di lasciare la chiesa sulla propria dx. La rampa si fa subito ripida e impegnativa (acciottolato). Dopo aver attraversato la strada che sale da Baveno si perviene poi al cimitero da cui si prosegue sempre per acciottolato in forte pendenza fino ad arrivare ad un bivio dove bisogna svoltare a dx (percorrere il ponticello di muratura). La mulattiera si fa sempre più dura tanto da costringere a delle soste di respiro.
Si perviene quindi presso un’abitazione (con fontanella) dove la mulattiera termina nei pressi di una cappelletta. Da qui bisogna scendere a piedi e svoltare a sinistra spingendo per circa 50 m in un canaletto in salita, superato il quale si incrocia subito un single track in falsopiano che si addentra in un bosco. Mantenendosi su questo divertente sentiero si perviene ad incrociare la strada asfaltata che sale da Levo verso l’Alpino (nei pressi di un pilone della funivia).
Si prosegue a dx in salita su asfalto che più avanti termina per lasciare il posto ad uno sterrato piuttosto largo. Si perviene poi ad un netto bivio dove bisogna girare a sx (sempre su sterrato largo). Superati alcuni strappetti si giunge ad un ulteriore bivio sulla dx con sbarra che deve essere preso (andando diritti invece si scende all’Alpino – stazione intermedia della funivia).
Preso questo bivio a dx si avanza dapprima in salita, poi in falsopiano fino a giungere presso una radura dove si incrocia l’evidente striscia artificiale in cui è posato il metanodotto.
Da questo punto inizia un impegnativo single track in salita (ripido, radici affioranti e ciottoli smossi) che termina presso l’Alpe Giardino. Di qui riprende uno sterrato più largo sempre in salita che termina presso la fonte Vitaliana dove si incontra l’asfalto che sale al Mottarone. Si percorre quindi la strada in salita tralasciando due deviazioni con sbarra sulla sx e proseguendo fino ad arrivare (dopo circa 3 km) presso un evidente bivio con sterrata sulla sx nei pressi di alcuni ruderi.
Occorre quindi prendere tale sterrata che conduce dopo un tratto di discesa all’Alpe Volpe. Prima dell’Alpe la vista si apre nettamente sul lago Maggiore. Superata l’Alpe Volpe si prosegue sempre per questa via principale fino ad arrivare al contrafforte di un tornante della strada asfaltata che sale da Armeno.
Evitando l’asfalto si attraversa un’area picnic da cui inizia la bella sterrata dal fondo compatto che conduce al Monte Faló. Si affronta dapprima una veloce discesa per tornanti per poi salire su un cordone morenico percorrendo il quale la vista spazia maestosamente sul lago da una parte e sul Monte Rosa dall’altra. Si perviene quindi alle pendici del monte Faló dove si trovano due incroci molto ravvicinati sulla sx. Il secondo, da non prendere, sale in salita verso la cima del monte Faló mentre il primo, da imboccare, scende verso Gignese.
Mantenendosi su questo lungo sterrato in discesa si attraversa l’Alpe Turona (proprietà privata recintata) fino ad arrivare dopo un tratto impegnativo ad incrociare l’asfalto. Si prosegue indi a sx verso Gignese fino alla piazza principale dove bisogna svoltare a dx in direzione di Nocco. Si scende in leggera discesa fino ad arrivare al cimitero di Nocco per prendere poi il bivio sulla sx in leggera salita sempre su asfalto fino ad imboccare via Graglia Piana. Poco più avanti la strada diventa sterrata in discesa (molto veloce). Ci si mantiene su tale sterrata ignorano le deviazioni secondarie fino ad arrivare, dopo una serie di tornanti, a Graglia Piana dove si incrocia l’asfalto. Si prosegue quindi a sx in direzione di Carpugnino, incrociando poco più avanti la strada provinciale dell’Alto Vergante.
Si attraversa Carpugnino arrivando poi alla rotonda dell’autostrada da dove bisogna seguire le indicazioni per Stropino / Magognino. Sempre su asfalto si sale verso Magognino. Arrivati ad un bivio (strada che proviene da Colagna sulla dx) si imbocca sulla sx l’evidente sterrata larga che scende verso il complesso residenziale di Motta del Santo (a dx nei pressi di una cappelletta).
Si imbocca di qui una discesa su asfalto che si lascia subito al primo tornante proseguendo dritti su single track un po’ tecnico che conduce a Brisino.
Giunti in paese si scende su rampa ripida dapprima asfaltata poi acciottolata presso il Cimitero dal quale si imbocca l’evidente single track contrassegnato dall’indicazione “Sentiero dei Castagni”.
Si percorre tale tratturo che rappresenta l’unico tratto tecnico dell’itinerario sino ad arrivare ad un bivio dove si prosegue dritti abbandonando l’indicazione “Sentiero dei castagni”. Si prosegue quindi dapprima un po’ in salita poi nettamente in discesa su un tratturo veloce anche se un po’ sporco per la vegetazione (rovi) che conduce alla massicciata della linea ferroviaria.
Si prosegue attraverso il sottopassaggio percorrendo sempre questo viottolo fino ad arrivare alla fine dello stesso (scalinata).
Si scende ora su asfalto in una zona residenziale fino ad arrivare ad incrociare la litoranea SS n° 33 del Sempione qualche chilometro prima di Stresa. Si rientra quindi a Stresa e di qui alle macchine.
A cura di Umberto ZECCHINATI
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